L’intervento chirurgico per ernia discale lombare sintomatica è tra i più frequenti nei reparti di Neurochirurgia. In Italia l’ISTAT ha segnalato nel 1999 che l’8.2% della popolazione ha riferito di essere affetto da lombo-sciatalgia. L’ernia discale lombare è una condizione molto comune e a prognosi favorevole nella maggior parte dei casi. Il vero problema è legato alle indicazioni chirurgiche: in Italia vengono effettuati ogni anno circa 30.000 interventi per ernia discale lombare.

La tecnica microchirurgica di discectomia è stata introdotta alla fine degli anni ’70 e rimane considerata “Gold Standard”, ma recentemente si annoverano tecniche meno invasive che mirano ad una minor cruentazione della impalcatura osseo-legamentosa necessaria a raggiungere l’ernia discale. Un esempio deriva dal sistema Tessys, (trattamento endoscopico), una procedura endoscopica mini-invasiva dove il paziente viene trattato in analgesia locale con sedazione oppure con un’anestesia locoregionale spinale, in posizione prona o in decubito laterale. Grazie ad un’incisione cutanea di 1 cm. non è necessario scollare o tagliare muscoli ed altri tessuti, rispettandone l’anatomia: questo determina una minore formazione di cicatrici o aderenze nella zona d’intervento, con una chiara riduzione del dolore post-operatorio e dell’uso di farmaci analgesici.


Il chirurgo grazie a strumenti dedicati, dilata progressivamente la zona preforaminale accedendo al disco intervertebrale, evitando così la cruentazione dei muscoli paravertebrali e ottenendo l’asportazione dell’ernia attraverso una cannula di soli 6,5 mm di diametro. E’ possibile eseguire l’intervento in regime di day hospital o day-surgery: in genere una notte di ricovero è consigliata, per una maggiore sicurezza del paziente e dei familiari, ma comunque il risparmio in termini di giornate di degenza è sicuramente assicurato. Il recupero post-operatorio è molto rapido ed il paziente inizia subito a camminare e ad eseguire cicli di idonea fisioterapia.